Mostra: “LO STATO NELL’ARTE – L’ARTE DELLO STATO
Le acquisizioni del Ministero dal 2000 al 2014.
Colmare le lacune – ricucire la Storia ”

Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo, RomA
26 maggio - 29 novembre 20154
Orario: da martedì a domenica ore 9-19 - Lunedì chiuso

Organizzata dal Centro Europeo per il Turismo e la Cultura, presieduto da Giuseppe Lepore e promossa dalla Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte Contemporanee del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e il Polo Regionale del Lazio hanno promosso la mostra: “ LO STATO NELL’ARTE – L’ARTE DELLO STATO – Le acquisizioni del Ministero dal 2000 al 2014. Colmare le lacune – ricucire la Storia ” in programma a Roma nel Museo Nazionale di Castel Sant’Angelo dal 26 Maggio al 29 Novembre 2015, per portare all’attenzione del pubblico l’attività di accrescimento del patrimonio culturale italiano, svolto dallo Stato attraverso acquisti e recuperi, e dal privato, attraverso lasciti e donazioni.

Fortunatamente lo Stato ha continuato, a volte silenziosamente, altre volte con grande clamore mediatico, ad acquisire negli anni opere d’arte, immobili e aree archeologiche, in un’elencazione sorprendente, ma anche altalenante, per varietà e per qualità, sfruttando tutte le differenti possibilità offerte dalla vigente legislazione. Iscrizione al patrimonio di beni archeologici rinvenienti, esercizio del diritto di prelazione sulle vendite, acquisti agli uffici esportazione o a trattativa diretta, donazioni o pagamenti di tasse di successione o altre tasse con beni d’interesse storico artistico, sequestri, recuperi e rientri in Italia, sono solo alcune delle molte voci utilizzate. La mostra, che ha avuto negli anni passati varie edizioni, si presenta con un intento nuovo, poiché si sofferma sulle motivazioni che hanno portato funzionari e direttori a individuare e acquisire quelle determinate opere d’arte, anche se non sempre sono veri capolavori. Vengono cioè presentate in mostra non opere isolate, ma inserite in un contesto che possa illustrare la motivazione delle scelte. Molti dei beni acquisiti, saranno esposti insieme a opere provenienti dal Museo o dal monumento cui sono destinati, per fare bene comprendere quanto e come il nuovo arrivato contribuisca a completare un insieme o al contrario serva a colmare un’intollerabile lacuna. Se, per esempio, è stato acquistato un elemento di un polittico di cui lo Stato possedeva già vari altri parti, oppure un vaso attico di un pittore fondamentale di cui il grande museo archeologico specializzato era privo, sarà importante esporre il polittico nella sua interezza, o un esempio della cronologia delle scuole pittoriche. Se si è comprata la testa di una statua già presente nel museo, o si sono ritrovati una scultura o un dipinto persi nelle vie dell’antico collezionismo, si propone di esporre il pezzo ricomposto o una selezione della collezione di provenienza originaria. Se con l’acquisto è stato possibile integrare un grave vuoto nella rappresentatività di un periodo artistico, sarà molto efficace mostrare il suo inserimento nella sequenza cronologica, così come sarà giusto mostrare la riunificazione di coppie separate dagli eventi storici. E’ molto importante rilevare e fare immediatamente comprendere ai visitatori l’importanza, vorrei dire la quasi obbligatorietà dell’acquisto di quella determinata opera d’arte da parte dello Stato.
Il Polittico degli Zavattari, che si trova nello stesso Castel Sant’Angelo, è un esempio molto significativo in questo senso. Cinque pannelli del polittico, smembrato in tempi passati furono donati allo Stato e precisamente a Castel Sant’Angelo da Contini Bonaccossi nel 1928. Grazie allo studio di Roberto Longhi, furono individuati altri due pannelli, che vennero acquistati dallo Stato in anni recenti, ultimamente restaurati e ora, il polittico è stato ricomposto se non nella sua interezza perché potrebbe ancora mancare la cuspide, almeno nelle parti essenziali.

La mostra prevede le seguenti sezioni:
1) Ricostruire la storia. Scavi e acquisizioni
2) Restare a casa
3) Tornare a casa
4) Integrare le collezioni
5) Continuare la tradizione
6) Le Glorie locali

La mostra, curata da Maria Grazia Bernardini e da Mario Lolli Ghetti, si avvale di un prestigioso comitato scientifico: Francesca Cappelletti, Giovanna Damiani, Michela di Macco, Marica Mercalli, Antonio Natali, Daniela Porro, Fabrizio Vona ed è realizzata sotto L’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.